MANEGGIO - ESCURSIONI A CAVALLO Escursioni a cavallo e lezioni in maneggio
FOTOGRAFIA, STORIA E CULTRURA
FOTO ATTUALI e STORICHE DEDICATE Raccolta fotografica di immagini storiche: cartoline, panorami, architetture e stili di vita della val di Zoldo.
STORIA E TRADIZIONI Informazioni sulla storia Zoldana, le Regole, il Consorzio Colonelli e quant'altro.
ARTE CULTURA E MONUMENTI Approfondimenti inerenti l'arte, l'architettura ed i monumenti dello Zoldano.
Gli altari e della chiesa di Mareson e Dozza
Chiesa di San Valentino - Zoldo Alto loc. Mareson
La chiesa parrocchiale di Mareson ospita due altari realizzati dallo scultore bellunese in collaborazione con la bottega. Nella cappella sinistra l’altare della Santa Croce per cui Brustolon venne pagato il 25 agosto 1699, svolge nuovamente il tema del Cristo deposto dalla Croce rappresentato sulla cimasa sorretto da due angeli e protetto da due arcangeli con le ali spiegate e reggenti i simboli della Passione, seduti ai due lati del timpano spezzato, composizione che replica con alcune variazioni l’Altare di Pieve di Zoldo. Ai lati delle due colonne dorate e decorate con un motivo fiorito, due statue stanti raffigurano san Giovanni Evangelista e la Maddalena con il vasetto di unguenti. Ai lati della cornice del paliotto due putti reggono altri oggetti della Passione incorniciati da volute fogliate e rose.
L’altare maggiore è l’ultima opera progettata ed in parte compiuta da Andrea Brustolon; venne commissionato il 31 maggio 1731 dalla Regola di San Valentino e nel contratto si legge che l’altare doveva essere completato nell’arco di un anno. Il Brustolon muore a Belluno il 25 ottobre 1732 e quindi l’opera venne terminata dalle maestranze della sua bottega. L’alzata tripartita e realizzata su modelli ispirati agli altari degli Auregne, importante famiglia di intagliatori che operano nello stesso periodo in numerose chiese del territorio, ospita nelle due nicchie laterali le due statue di sant’Antonio Abate e di san Francesco d’Assisi. Le colonne dorate con motivo a tralci di vite fanno da cornice alla pala di Girolamo Brusaferro (1732) che raffigura la Madonna con il Bambino ed i santi Valentino e Nicolò, e sorreggono il timpano spezzato su cui si innalza il Cristo trionfante circondato da quattro angeli.
Fonte: Belluno Provincia
Chiesa di San Floriano, Forno di Zoldo loc. Pieve
L’Altare delle Anime è la prima opera documentata di Andrea Brustolon. Il 25 giugno 1685 lo scultore bellunese stipula un contratto con la Regola della chiesa di San Floriano che lo impegna a consegnare l’opera entro otto mesi e “l’antipetto quanto prima a ciò s’inanimischa li devotti di così pia opera”. L’altare non venne invece finito nei tempi stabiliti e ne è testimonianza la frase sul cartiglio in mano ad uno dei due scheletri a lato dell’altare in cui si legge “La pazienza di Agostino Taset in ciel sarà premiata”.
L’invenzione dell’altare, che sottolinea il gusto barocco per la decorazione e per la scenografia ricercata della composizione, è una sorta di memento mori che ricorda in ogni particolare che la morte non risparmia nessuno; ne sono testimonianza gli scheletri intagliati nelle specchiature della predella che reggono una tiara papale, una mitria vescovile, una corona reale. Due telamoni di impressionante realismo fungono da colonne e sono posizionati su mensole sotto cui sono scolpite tre testine urlanti di dannati. Sui capitelli sono rappresentati dei pellicani nell’atto di squarciarsi il petto, simboli del sacrificio di Cristo, e a coronamento della pala dipinta da Agostino Ridolfi nel 1687, sul timpano spezzato la Pietà con Maria che regge il corpo del figlio morto accompagnata da due arcangeli che indicano con una mano la croce dietro la Madonna e con l’altra reggono alcuni strumenti della Passione. Fonte: Belluno Provincia
I TABIA': Fienile tipico del luogo
Il fienile storico, o rustico, si divide in due grandi categorie:
Fienile a sé stante: si tratta di costruzioni generalmente in legno che venivano edificate nei fondi agricoli con lo scopo di garantire un adeguato essiccamento del foraggioin seguito al pre-appassimento che avveniva in campo, lo svoglimento di alcuni processi fermentativi che portavano allo sviluppo di calore detto boìa e lo stoccaggio dello stesso durante i mesi invernali. Esso nasceva dall'esigenza di sottrarre il più possibile il fieno all'azione degli agenti atmosferici e di ripartire maggiormente il lavoro tra estate e inverno, da un lato stoccando il foraggio in un luogo prossimo a quello dello sfalcio, e dall'altro permettendo il trasporto dello stesso quando secco, con un notevole risparmio di peso. La costruzione avveniva secondo criteri di praticità, economicità e reperibilità in situ dei materiali. Dopo la scelta del luogo, i tronchi venivano squadrati a mano e le travi perimetrali disposte su una piattaforma di lastre di pietra, costituita da semplici pilastri ai quattro angoli oppure da un muro a secco, che servivano a sollevare la struttura dal suolo, permettendo una maggiore aerazione e riducendo l'azione deleteria dell'umidità del terreno sul legname. Su questo telaio perimetrale venivano disposti i tronchi che sostenevano il pavimento e successivamente le tavole che lo costituivano e in seguito si procedeva ad erigere gli stipiti della porta e quindi alla sovrapposizione delle travi perimetrali che si incrociavano e si adagiavano le une sopra le altre nelle apposite scanalature agli angoli dell'edificio, lasciando sufficiente spazio per l'aerazione. Al tetto venive dedicata particolare attenzione, con la posa della trave di culmine (kolmin), alla quale spettava il compito di sostenere il peso della neve nelle zone montane. Sulla trave veniva tradizionalmente incisa la scritta LDS (Laus Deo semper). Su di essa venivano adagiate perpendicolarmente le travi secondarie che sostenevano le assi e sporgevano sul perimetro per garantire che la neve, cadendo dal tetto, non si addossasse alle pareti. La copertura tradizionale era di scàndole, ovvero sezioni del tronco di larice,legname resistente agli agenti atmosferici, addossate le une alle altre in maniera da permettere lo scorrimento dell'acqua, che venivano girate dopo circa 30 anni sul lato che non era rimasto esposto, per permettere una durata più lunga della copertura. Successivamente questa copertura tradizionale è stata sostituita dalle tegole o dalla lamiera.
Fonte: Wikipedia
PRENOTAZIONI ONLINE
AFFITTA UN APPARTAMENTO Sezione per la locazione di appartamenti
tramite internet. Gestione Immobilare Dolomiti
FORUM E CALENDARIO
FORUM DEDICATO Organizza gli incontri e mantieni i contatti con i tuoi tuoi aminci ed i fans della val di Zoldo
CALENDARIO EVENTI Accedi al calendario delle manifestazioni e degli eventi che si tengono in Val di Zoldana
MAPS SPECIFICHE E DEDICATE
MAPPA DELLE PISTE DOLOMITI SUPERSKI Superrski dolomiti comprensorio del civetta
GOOGLE MAPS - SENTIERI Individua i sentieri per il trekking, le mountain bike ed il Nordiv Walking